LAURA CASNAGHI | L’insonnia
164
post-template-default,single,single-post,postid-164,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2,vc_responsive

L’insonnia

L’insonnia

L’insonnia è un disturbo del sonno, precisamente il più conosciuto e il più diffuso. Consiste in un disturbo dell’addormentamento o della continuità del sonno, anche se per alcune persone  è sia difficile addormentarsi sia dormire fino al mattino senza interruzioni. Chi soffre d’insonnia spesso riferisce che il sonno non è riposante e che è spesso preoccupato di non riuscire a dormire. Per fare diagnosi di insonnia, secondo i criteri dell’American Psychiatric Association, le difficoltà devono presentarsi almeno tre volte alla settimana per un periodo di almeno tre mesi. l’insonnia, per essere definita tale, deve provocare conseguenze negative rispetto alla vita quotidiana, quindi in ambito lavorativo, familiare o sociale.

L’insonnia è definita primaria quando non inizia come conseguenza di una problematica psicologica o medica. Quando invece è associata a patologie di natura medica, come stati febbrili o patologie respiratorie, o di natura psichica, come disturbi d’ansia o depressione, è definita secondaria.

La maggior parte delle persone ha sperimentato cosa significa passare una notte insonne, ma il 10% circa presenta difficoltà nell’addormentarsi e nel mantenere il sonno che sono classificabili come insonnia.

Inizialmente l’insonnia si presenta come un disturbo occasionale e transitorio, per poi trasformarsi nel tempo in cronico e persistente. A volte a far precipitare la situazione sono dei fattori di natura ambientale, come cambiare letto o dormire fuori casa propria; in questo caso l’abitudine o il ritorno alla normalità causa la risoluzione del problema. Altre volte invece, proprio i comportamenti messi in atto dalle persone insonni per cercare di migliorare la propria situazioni finiscono per peggiorarla: sforzarsi di dormire, passare più tempo a letto aspettando di addormentarsi, preoccuparsi a lungo della mancanza di sonno. Il paradosso dell’insonnia è che, se il sonno consiste in una “perdita di controllo”, le persone che soffrono di questo disturbo aumentano le attività di controllo del loro sonno, cronicizzando il problema.

Generalmente chi soffre di insonnia si sente spesso incompreso da amici e familiari, che non vivono le paure e le ansie dovute all’incapacità di mettere in atto un comportamento ritenuto così naturale e fondamentale come il sonno. Tuttavia questa condizione di timore e preoccupazione è comune nelle persone insonni. Così come i timori di dover ricorrere a farmaci per poter dormire: a volte le persone infatti vedono il ricorrere al farmaco come una resa, come una dichiarazione di incapacità; alcuni invece temono gli effetti collaterali o di sviluppare una dipendenza.

La soluzione migliore per affrontare l’insonnia è affiancare alla cura medica un percorso psicoterapico così che, mentre il farmaco permette di recuperare alcune ore di sonno e l’attenzione e l’energia necessaria per affrontare la psicoterapia, il percorso psicologico si focalizzi sull’imparare a gestire l’insonnia attraverso strategie per migliorare il proprio sonno e ad evitare il cronicizzarsi del disturbo.

Il trattamento dell’insonnia di stampo cognitivo comportamentale (chiamato CBT-I) si concentra sui pensieri intrusivi, di tipo rabbioso o ansioso, che sono ricorrenti nelle persone insonni e che alimentano un circolo vizioso in cui più non si dorme, più aumenta l’ansia, che a sua volta impedisce l’addormentamento. Inoltre la CBT-I lavora sulle buone abitudini che facilitano il sonno, correggendo le credenze irrazionali e le aspettative scorrette o esagerate rispetto al dormire e migliorando il monitoraggio di comportamenti mentali controproducenti come il rimuginio e la ruminazione. La CBT-I propone esercizi comportamentali (come la restrizione del tempo passato a letto) e strategie per estinguere associazioni disfunzionali tra stimoli ambientali e veglia (infatti molte persone insonni provano già emozioni spiacevoli solo vedendo che la sera sopraggiunge o guardando il letto) per risolvere il problema dell’insonnia.

Nei miei studi di Leca di Albenga, Genova e Andora utilizzo la CBT-I per aiutare le persone insonni a ritrovare il sonno.

Se pensi di avere un problema di insonnia puoi contattarmi telefonicamente o tramite la chat di questo sito.